Il Karate e gli anziani
Quando si parla di karate, di solito una delle prime immagini che torna alla mente è quella di un anziano maestro che dispensa consigli per la vita e indicazioni per
la pratica.
Quando si cercano approfondimenti e dettagli tecnici, si preferisce sempre affidarsi a video, scritti, stages diretti da Maestri anziani.
Evidentemente il praticante riconosce nelle figure che lo hanno preceduto l'essenza del sapere.
Tuttavia nel karate tradizionale l'anzianità importante non è solo quella "di grado".
Avere nel proprio gruppo di studio dei praticanti un po' avanti con l'età, a mio parare, da un valore aggiunto. E solo provando esperienze fianco a fianco con loro si può apprezzare la differenza con
un gruppo formato da soli giovani.
Le presone più mature riescono a farsi incuriosire da dettagli che spesso sfuggono ai giovani frettolosi, e il loro saper mettere in dubbio anche ciò che appare scontato dà sempre spunti
interessanti.
Invecchiare praticando è un sogno della maggior parte dei praticanti, ma anche iniziare in età avanzata è possibilissimo.
Il modo di praticare cambia, certo! Ma non bisogna guardare ai limiti tecnici...quando l'orizzonte è molto più ampio grazie ad una particolare capacità di interiorizzare certi principi che solo in
età matura si può avere.
Molto interessante questo brano tratto da http://www.karatefoligno.it/TERZAETA.htm :
Il karate tradizionale senza limiti d'età
Alcune regole per invecchiare bene
• Cerca di dedicare una parte della tua giornata alle persone anziane, da una parte le farai sentire ancora partecipi del mondo che le circonda, dall'altra potrebbero insegnarti come vivere una vecchiaia serena.
• Educa la mente agli ideali, alla conoscenza e alla curiosità, e cerca di mettere in dubbio tutto, anche ciò che ti viene dato per sicuro.
• Abbi la consapevolezza che il karate è un'attività creativa; l'invecchiamento è diverso a seconda di ciò a cui ci si dedica e al piacere che si prova nell'eseguirlo.
• Spostati progressivamente, man mano che invecchi, dal corpo allo spirito, dal combattimento agonistico allo studio della forma, dalla pratica essenzialmente fisica all'interiorizzazione dei principi.
• Continua sempre e comunque a praticare karate; la rinuncia all'azione è causa di stress, di depressione e di invecchiamento precoce.
• Se sarai il più vecchio nel tuo DOJO non sentirti solo e non essere egocentrico, non interessarti solo di te stesso ma occupati dei più giovani e della loro crescita.
• La vecchiaia non allontana dalle arti marziali; al vigore fisico dell'età giovanile sostituisci la forza dello spirito.
• Continua a praticare karate come continuo stimolo per la mente, altrimenti non serve; questo vale per tutte le risposte a stimoli fisici: cibo, sesso, piaceri.
• Cerca di compensare con qualcos'altro ciò che declina o che perdi col tempo: l'agilità può diventare eleganza, l'esuberanza trasformarsi in pazienza, la forza esterna convertirsi in energia interna. Cerca di acquisire un "tuo" valore, via via che ne perdi altri. La tua vecchiaia sarà il frutto della tua azione creativa; prima di morire cerca almeno di essere nato.



